INFERMIERI A SANTA CHIARA: FACCIAMO IL PUNTO

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Ci sembra giusto intervenire nuovamente sulla questione della carenza degli infermieri presso la RSA S. Chiara al fine di mettere a conoscenza degli ultimi sviluppi le famiglie e la cittadinanza tutta seguendo il principio della trasparenza che soprattutto in queste settimane ci ha contraddistinto. Riteniamo pertanto doveroso informare su quale sia stato l’esatto svolgimento dell’intera vicenda e di quale sia l’attuale situazione.

Dall’inizio della pandemia ad oggi la presenza del personale infermieristico in strutture come le RSA, è stato un tema centrale per la gestione delle stesse. Purtroppo da più di un anno a questa parte, questa figura professionale è stata assorbita dal servizio sanitario pubblico, in prima battuta per far fronte all’emergenza epidemiologica, in secondo luogo per la campagna vaccinale.

La cooperativa Idealcoop, che gestisce il servizio infermieristico nella RSA, ha costantemente ricercato il personale, e su questo si è impegnato e lo è tutt’ora anche il CdA di S. Chiara: già il 15 maggio scorso era stato pubblicato un avviso per l’assunzione diretta di personale infermieristico.

La situazione è precipitata il 24 maggio scorso in seguito alle ulteriori dimissioni di due infermieri, riducendosi in quei giorni l’organico a tre infermieri; così, nell’ottica della massima trasparenza e chiarezza, si è provveduto ad informare i familiari della situazione che si era improvvisamente venuta a creare, nonché dei provvedimenti conseguenti resisi necessari e, per evitare che si ingenerasse alcun allarmismo, detta comunicazione è stata effettuata contattando telefonicamente tutti i familiari nell’arco di poche ore.

Il CdA si è mosso quindi su due piani: intensificare la ricerca di personale al fine di ripristinare il gruppo infermieristico, e quello più istituzionale per segnalare, per non dire denunciare, formalmente la situazione alle autorità competenti, che come noto non riguarda solo la cooperativa Idealcoop e la stessa S. Chiara.

Già il 5 maggio il CdA denunciava il problema al Sindaco, alla Società della Salute e all’assessore regionale Spinelli. Il 24 maggio si estendeva l’informativa urgente al presidente della Regione, all’assessore alla Sanità Bezzini, alla direttrice dell’Asl Nord Ovest e al Prefetto.

Anche il Sindaco ha per proprio conto interessato tutte le Autorità coinvolte sottolineando l’importanza e l’urgenza della questione.

Nell’ultima settimana di maggio questo CdA ha sottoscritto una convenzione con Auxiulium Vitae Spa con l’intento di creare una “rete di professionalità” per ottemperare a richieste e problematiche specifiche, non solo infermieristiche.

Lo scorso 29 maggio e poi anche il 14 giugno abbiamo avuto l’ispezione della commissione di vigilanza Usl che ha accertato, non solo una buona condizione degli ospiti senza rilevare alcuna criticità, ma  ha anche accertato che il monte orario erogato ad oggi dagli infermieri in servizio nella RSA S. Chiara , è sufficiente per l’assistenza fino a 70 anziani non autosufficienti.

Grazie, infatti, alla convenzione precedentemente descritta, alcuni infermieri di Auxilium Vitae Spa si sono resi disponibili ad effettuare turnazioni a S. Chiara a copertura del monte orario previsto per gli ospiti presenti in struttura. Oltre a loro ci saranno gli infermieri in organico alla cooperativa che attualmente ad oggi sono di quattro unità.

 

Si è lungamente e impropriamente discusso sul blocco delle assunzioni dirette disposto nel 2014 dal Consiglio d’Amministrazione allora in carica. Questo CdA intende esprimere con forza che la problematica vissuta in questa ultime settimane non è da attribuire, neppur velatamente, a precedenti scelte compiute da altri, ma è solo frutto dell’eccezionale emergenza sanitaria in corso.

Ci preme anche ricordare che ad oggi la RSA Santa Chiara è una delle poche strutture COVID-Free, e questo è senz’altro dovuto alla professionalità e all’attenzione di tutto il personale coinvolto, sia sanitario che amministrativo, a cui va il nostro più sentito grazie e la nostra riconoscenza.

Preme altresì fare chiarezza su un punto fondamentale: gli anziani in tutto questo periodo non sono certamente stati lasciati soli nelle fasce notturne: la diminuzione del personale infermieristico ha indubbiamente creato difficoltà organizzative ma non ha mai comportato l’esposizione degli ospiti al rischio di mancata assistenza o sicurezza.

  1. Chiara ha sempre creduto nell’importanza della presenza di un infermiere H24: infatti nel 2010 è stato acquisito il servizio di cure intermedie proprio grazie al fatto che era già presente l’infermiere H24 e questo CdA tutt’ora ritiene che questo servizio sia un elemento che eleva la qualità dell’assistenza anche se, ai fini prettamente normativi, rappresenta un obbligo per il solo mantenimento delle cure intermedie.

Sicuramente l’aver pubblicamente e per primi denunciato una criticità ci ha esposto a critiche, attacchi e polemiche. Abbiamo preferito raccontare alla Città ciò che da mesi stava accadendo non soltanto nella nostra struttura ma in tante strutture a livello regionale e anche nazionale.

Questo al fine di portare la nostra situazione ma in definitiva anche quella delle altre RSA toscane, al Presidente delle Regione, all’Assessore alla Sanità e all’Azienda Sanitaria. Per meglio comprendere, riportiamo di seguito uno stralcio del comunicato diffuso nei giorni scorsi dal coordinamento toscano dei gestori di RSA sia pubblici che privati, di cui anche noi facciamo parte:

Con il completamento del nuovo concorso bandito dalla Regione e la relativa graduatoria finale degli oltre 2300 ammessi all’ultima prova, la situazione sta diventando drammatica. Se, come sembra, le nuove assunzioni nel pubblico saranno fatte prima dell’estate, le RSA toscane saranno costrette a chiudere interi reparti non potendo più garantire, per mancanza di personale, l’assistenza agli anziani ricoverati, molti dei quali malati cronici. Le conseguenze di una simile evenienza sono molteplici. La prima e più immediata è il fallimento di tutte quelle realtà che sono già a rischio default sia per i molti posti vuoti sia per le difficoltà causate dalla pandemia, che hanno trasformato di fatto intere RSA in veri e propri reparti “ospedalieri” di cura a pazienti affetti da Covid. La seconda, altrettanto grave, è che si scaricherebbero sul sistema ospedaliero pubblico, già in affanno per l’emergenza indotta dal virus, centinaia di persone anziane gravi bisognose di un’assistenza efficace e continuativa.

Ribadiamo infine in questa occasione il nostro totale impegno a proseguire le plurime azioni nelle apposite sedi istituzionali anche per il tramite dell’ARET di cui questa ASP fa parte e che  auspichiamo possano risultare efficaci a ricostituire il giusto organico del personale infermieristico, e magari inserire altre figure professionali sanitarie, ciò esclusivamente nell’ottica di mantenere alta la qualità del servizio a favore della comunità.

 

​​​​​​​​                                                                                              Il CdA Asp S. Chiara